Sidney - Milano
Matteo e Paola ci scrivono da Sidney
Sidney #4 - Due gusti, due baci - 26 maggio 09
M:
Nel vassoio del conto, trovo oltre ad un salatissimo scontrino anche due amaretti di saronno, e mi ricordo così del mio dj preferito che viene da quelle parti e della mia radio preferita in tutto il mondo…
P:
No Matte, guarda che ti sbagli, saronno e gallarate non sono la stessa città…ma soprattutto…col lavoro che facciamo come ti puoi permettere un conto salatissimo?
M:
Passano i giorni e le sere stellate, arriva lentamente l’autunno ma a me non sembra, e son già tre mesi che siamo dall’altra parte del mondo. E tre mesi ti sembrano davvero una vita. Tutto entra sempre di più nelle tue abitudini, rendendo anche qualche piatto esotico, il tuo sapore di casa.
P:
3 mesi…dici davvero? ne ho perso la percezione..a volte mi sembrasiano passati anni, a volte solo pochi giorni…è come un’altalena tra quotidianità e instabilità. mi accusano di assenteismo cronico, ma se
non sento amici e famigliari per settimane non me ne rendo realmente conto…3 mesi sono tanti e sono nulla, abbastanza per avere una quotidianità troppo poco per dire casa…ma lo sai come sono fatta
io…zingara e selvaggia…Matte forse me è tempo di partire…se penso al giorno del nostro arrivo ne ho un ricordo sfuocato…che dici…si rifà la valigia per una nuova destinazione?
M:
Matteo e Paola vivono le loro vite australiane complicate, ritrovandosi al lavoro, un tanto sospirato lavoro. Stesso posto, stessa cucina di un ristorante greco, in una baia a metà strada dalla caotica city e il nulla di una periferia, che è una distesa di verde con qualche casa disposta qua e la, con comunità aborigene convertite a forza ad una vita che non è la loro. Lavorare stanca, ma serve per portare avanti il sogno australiano, e lavorare facendo cose nuove serve anche a distogliere la testa da quel che son i ricordi della
vita precedente, cambiando punto di vista. Fidatevi che serve!
P:
Matte perchè parli di noi in terza persona? non siamo mica i protagonisti di un libro/film…eppure a volte sembra…ci guardo da fuori e alcuni dettagli hanno un sapore surreale…guardiamo il mondo
da una finestra quando siamo a lavoro…dà sul mare…io sogno di essere all’orizzonte…e torna il pensiero, quel pensiero, quello del sogno australiano…il nostro sogno australiano era questo? era stare
fermi a sydney? Matte, io sto progettando di partire…non che qui non mi piaccia, non che la fatica di un lavoro che non è il mio sia obiezione, ma il mondo non si fermava a milano 3 mesi fà e non si ferma a sydney ora…sento che il mio tempo qui sta finendo..intanto mi godo questo tempo, il nostro…e anche a lavoro, con te, tutto sembra più leggero…qello che stiamo condividendo mi porta a
chiamarti “fratello” (hey, io che dico fratello fa ridere)…fratello semola, quante risate anche in una cucina dove si parlano tutte le lingue possibili fuorchè inglese!!!!!!!!!!
M:
Lavorare in coppia ci diverte e ci sostiene, anche solo per le frasi irripetibili che lanciamo al mondo per commentare una pentola troppo bollente o i vassoi troppo pesanti. O quando uno dei due parte a
canticchiare qualcosa che alle orecchie degli altri colleghi nepalesi o greci, sembra essere qualche classico italiano di sempre: le PornoRiviste, gli Afterhours, i 24Grana…
P:
Hey non dimenticare i derozer!!!!!!”ti amo quando sono sbronzo, ti amo di +…”in quella cucina torniamo indietro col tempo…il punto è che una vita così a milano non l’avrei mai accettata, non col
sorriso…qui è diverso, e io il perchè non lo so!!!!! a lavoro, un lavoro che non ci appartiene e in cui poco crei e ti soddisfa a dirla tutta, riusciamo a sorridere, e la sera, sulla strada del ritorno a casa è una barzelletta “ci sono 2 greci, 2 italiani, un argentino e un messicano…”
M:

Sta arrivando l’inverno, il mio secondo inverno consecutivo, ma la stagione mi è amica, le giornate sono ancora calde e se non ci sipensa troppo su, ci si ritroverà nuovamente in estate tra qualche mese…
P:
Settembre è la data che ho fissato per il mio appuntamento con l’estate…dopo 3 mesi faccio il primo progetto a lungo termine (mi sento pazza in questo!!!!) incroco le dita e sogno il giorno in cui con Nick comincerò la traversata del pacifico su una nave cargo direzione canada! ma ti rendi conto matte? 3 mesi fa non avrei mai pensato a tutto questo! poi le cose cambiano, il cuore si sbilancia e
i sogni si evolvono, e per quanto ne so io potrebbero cambiare ancora, intanto stringo la mano di quel soggetto scazzato from london, e se le strade non si dividono ti manderò una cartolina dall’equatore!!!!!!!
M:
Domenica scorsa, vista la giornata di sole sono stato introdotto nel mondo dello sport locale, partecipando alla mia prima partita di Rugby, uno dei tanti derby di Sydney, tra Eastern Tigers e noi, i South Sydney Rabbithos.
Ovviamente scelgo la squadra con molta attenzione, perchè già scottato dal calcio; Legato da sempre al Vicenza, necessito qualcosa di più ambizioso. E io ho scelto in base al simbolo della squadra e ai suoi colori
prendendomi così, quella del mio quartiere, che ha un adorabile coniglietto come simbolo, e la maglia a righe rosse-verdi. Il coniglietto ricorda quei 24 introdotti da Thomas Austin nel 1859, che nel giro di qualche decenio raggiunsero e superarono i 600 (seicento) milioni nonostante le politiche di riduzione e contenimento delle bestiole.
Conigli che trovarono climi miti e favorevoli alla proliferazione, vegetazioni sterminate e assenza di predatori naturali, diventando una delle maggiori catastrofi per raccolti e vegetazione. Capisco solo ora
tutta la meticolosità doganale…
E’ divertente partecipare ad uno dei tanti riti collettivi in un paese straniero, e di sicuro il derby della squadra più amata è il momento massimo della stagione.
Hot dog e birra, Majoretes, mani giganti gommose sventolate al cielo, bambini che fan le foto alla mascotte, bambini che urlano parolacce con padri che urlano parolacce… mentre io sono attento a non andare
fuori tempo con le esultanze e le imprecazioni, fingendomi un gran esperto in argomento.
P:
Che bello che sei andato allo stadio….ti odio! io ero in cucina a lavorare senza di te!!!!! però è vero, qualche settimana fa sono andata allo stadio con nick ed era esttamente così, ma in stile più paesano…ero in uno o stadio fuffa e sotto la pioggia (what a f*ck!!!!!!) Insomma, stiamo seguendo le regole per essere dei perfetti
aussi!!!! ma certo non dimentichiamo le nostre origini italiane, soprattutto qdo si parla di cibo e di formaggio (qui è osceno!!!!!)
e gli australiani lo sanno…ecco perchè tra le tante sagre arriva anche quella italiana.dai Matte, spiega un po’ cos’è…io preparo il caffè
M:
Ecco, tutti i 200 mila italiani a Sydney attendono “Primo Italiano”, una fiera di slow food, degustazioni ed eventi legate alla tradizione italiana.
Una settimana dove ogni ristorante della zona di King Cross / Surry hills riproporrà la cucina regionale italiana, dai pizzoccheri agli gnocchi alla romana, con i vini tipici del bel paese.
Una degustazione di formaggio Asiago a 40 dollari e un bicchiere di buon vino a 28, ma si sa, tutto il resto è noia… Ora possono tutti dire che sono come Russell Crowe… un supporters dei Rabbitohs.
P:
Sei il solito esagerato, ma ti voglio bene! Hey amici…io invece ho dovuto fare 17.000 km per diventare supporters dell’arsenal! il perchè è una storia lunga!!!!!!
PeM:
kiss and XXX vostri…
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Sydney #3 - Gonna rise up, Find my direction magnetically - 8 aprile 2009
(Rise / Eddie Vedder)
Mi trovo da solo a camminare per questa metropoli che da un po’ e’ diventato il mio nuovo mondo. Non so ancora cosa sara’ di questo viaggio dall’altra parte del mio vecchio mondo, ma son curioso di capirlo alla svelta.
Dopo due mesi quasi dal mio arrivo inizio a capire il posto e forse ad adattarmi. Eravamo partiti in due, da milano e ora ci siamo separati, per forse ritrovarci un giorno in qualche altra parte del mondo, per raccontarci meglio che cosa abbiamo vissuto frattempo. Ho lasciato Paola in ottime mani, e mi son trasferito in un altro sobborgo di sydney, forse per non abituarmi troppo alla comodita’ di un appartamento in uno dei punti piu’ belli della citta’.
Ho vissuto davvero bene tra quelle mura di quel ragazzo, che nonostante avesse sentito solo parlare di noi, tramite una sua amica a milano, ci aveva accolti, ospitati e accuditi come fossero dei fratelli minori un po’ allo sbaraglio. Una volta Michael mi aveva detto che queste cose vengono naturali quando le fai per degli amici, facendomi capire come il confine dell’amicizia non sia mai abbastanza, e nonostante non ci conoscessimo direttamente prima, eravamo gia’ degli amici.
La settimana scorsa mi son concesso un regalo, alimentando la mia dipendenza da concerti rock, e premiandomi in una solitaria giornata dedicata al annuale V Festival nel parco che sta nel cuore della citta’.
E’ un momento per starsene un po’ da soli, in mezzo ad una folla di oltre 200 mila spettatori. Si scambiano la mia attenzione ELBLOW, SNOW PATROL, KAISER CHIEFS e i KILLERS che chiudono il festival dal palco principale, ma soprattutto per me i THE MADNESS. Mi muovo tra un palco e l’altro cercando un modo per non impazzire al sole, e cercando disperatamente d’acquistare il dono dell’ubiquità, che mi farebbe tanto comodo in questi oltre 360 ettari di parco, con ben 4 palchi e vari stand promozionali, con bar, dj e molta molta somministrazione d’alcolici, che in australia non manca mai.
L’Australia sarebbe molto piaciuta anche ai miei nonni alpini, e credo, anche a molti dei miei amici.
Ma e’ all’uscita dal concerto che svolto la mia giornata, incontrando dei ragazzi al semaforo che mi invitano al pub per premiare la risposta allo loro domanda su quale gruppo fosse stato il migliore della giornata. Non gli importa che io riesca si a comunicare in modo stentato, mi sento accolto in questo gruppo di sconosciuti con cui parlare di Smiths, Clash, Stranglers e Specials, e a loro va benissimo cosi’. Mi trovo invece alla ricerca di occupazione in un periodo che non e’ dei piu’ rosei, soprattutto per uno che l’inglese non la parla come lingua madre, in un paese che giustamente e’ considerato la nuova babilonia dalla maggior parte dei ragazzi della mia eta’. Lavoro al mio sito web, che ho appena pubblicato (matteograser.com) che e’ il mio specchietto per le allodole per iniziare a lavorare da art director qua. Non sara’ facile ma penso d’aver anche di potermela giocare, con un pizzico di determinazione e un po di fortuna. Se non sara’ partito di nuovo visto che e’ difficile non pensare alle possibili strade che passano da Sydney, una per il nord, direzione Brisbane, per la raccolta di frutta, dove molta meno citta’ ha lasciato ancora il paese poco incontaminato.
Colpa di quel film tanto bello, di Eddie Vedder e la sua colonna sonora, di quella voglia di sognare che una volta assaporata ti spinge sempre verso qualcosa in piu. Un viaggio nel viaggio, alleggerito di bagagli per vedere e conoscere ancor meglio, questo mio nuovo mondo.
Nel frattempo vi saluto e vi abbraccio tutti.
PS1: Faccio i miei complimenti a tutta l’organizzazione del VFestival, e batto fragorosamente le mani per la loro idea di chiamare i 3 dei 4 palchi THIS STAGE, THAT STAGE, e OTHER STAGE. Giuro che se ricomincio a far festival in Italia, lo uso pure io.
PS2: Avrei fatto cambio di posto per essere per una sera di nuovo al Magnolia per vedere ancora i Zen Circus!
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Sydney #2 - Why don’t you get a job - 16 marzo 2009
Oggi succede che ti guardi indietro e ti ricordi che un mese fa abbiam lasciato la nostra terra natia e ci siamo trasportati in un mondo che è realmente differente dal nostro, succede che ti guardi indietro e sembra esser passato un’eternità.
Sarà che riempiamo i giorni come facevamo con gli zaini prima di partire e più cose ci stanno e più si è al sicuro. wow. scusateci per l’attesa, non temete pero’…
Ci stiamo abituando a vivere in una città che non tollera lo stress, ci stiamo abituando al concetto comune di “se per te va bene, per me è ok” che sentiamo ripetere quasi sempre.
E’ bello star qua e provare a mischiarsi tra la gente che viene da ovunque, e da subito abbiamo iniziato inserire questi mille ingredienti nel nostro viaggio, e ogni persona ha una storia, e ogni storia sembra il pezzo di un libro che mi piacerebbe scrivere.
C’erano arcobaleni ovunque la settimana scorsa, nonostante il sole splendente su tutta la città. Un sabato pomeriggio da 30 gradi, e una parata per le strade che ha attraversato tutta la città. Un fiume di persone s’è riversato nella city, telecamere, bandiere e qualsiasi cosa potesse servire ad abbellire questo mondo, in una delle parate contro la discriminazione dei gusti sessuali, più importante al mondo.
Una parata che è sfilata per la città con tutte le autorità comprese, polizia locale (con relativo corpo bandistico), i pompieri eroi del recente bushfire, la loro rispettiva crocerossa e tanta altra gente colorata e chiassosa. Una festa per tutti, noi compresi.
Passano le giornate e ogni giorno porta con se qualche novità. Salutiamo Igor da Vimodrone che da Sydney è partito per Auckland e accogliamo Luca da Bergamo, il mio collega di lavoro, e il viaggio si modifica ogni giorno. In realtà era questo che ci si aspettava dal viaggio, ovunque questo fosse destinato e comunque si fosse compiuto. Crediamo che vi porteremo altre novità nel prossimo aggiornamento.
Radio LifeGate, Passengers, Ariel ed Eleonore, no worries, non preoccupatevi dei vostri passeggeri a 16 mila e qualcosa km da voi
Matteo (e Paola)
PS: Ho provato a spiegare alla mamma che il carnevale e il mardi gras (martedì grasso) non son la stessa cosa tra italia e australia. Ho iniziato a spiegarle che pure qua ci sono le maschere e i travestimenti, ma poi ho fatto cadere il discorso… (:
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SIDNEY#1 - 18 febbraio 2009
A Sydney i cartelli dicono che sarebbe cortese da parte nostra abbracciare le piante, camminare sui prati e dialogare con i volatili (no_humor_please). La città è una flebo di buoni propositi, una promessa elettorale mantenuta. Tutto bello e pulito, tutto con il suo senso, anche quando un grattacielo di 25 piani confina con un parco meravigliosamente verde.
Guardando verso il cielo le cime dei grattacieli sono interrotte da fronde di alberi secolari, tra i rumori del traffico la voce della natura, il vento e scorci di silenzio assoluto. Metropoli sì, ma con quella calma che ti lascia fermo ad un semaforo pedonale per 5 min in attesa del verde….e sembra che non disturbi nessuno…..ecco…l’attesa sembra essere la parola giusta….quella sottile linea che separa frenesia da vitalità.
Ci troviamo quà da alcuni giorni ma il sorriso rimane stazionario nei nostri visi di bambini incantati da tanta bellezza. Immobili davanti a tanto da scoprire, sembra in cammino su starde che pian piano si fanno “casa”…quartieri assolutamente differenti tra loro, ognuno con il suo perchè…e ci troviamo a dire sempre “io qui ci vivrei”.
Quartieri gay friendly, banche con sistemi di sicurezza al minimo e funzionari in t-shirt…
il rispetto delle cose e delle persone, sembra intrinseco nella mentalità del posto.
Eppure siamo davvero in molti qua, e da tutte le parti del mondo, una migrazione che forse lascia ben poco di autentico australiano.
Ma nessuno se la vive male.
Forse l’autentico australiano è quel gusto mulatto-straniero che ti fa pensare nn esista una razza “giusta” o “più opportuna”…ogni diversità, ogni aspetto contrastante sembra corretto e al suo posto….sydney sembra la città di tutto e tutti…
Mi hanno insegnato che sydney è l’ideale per parlare l’inglese, molti accenti, molte provenienze, più livelli d’inglese che potrei sapere. il punto di vista sembra ancora l’inverso rispetto all’europa.
Siamo alla scoperta di un posto che sembrava solo nella nostra mente, dove una radio come Lifegate quì o non esisterebbe oppure sarebbe la radio stato, l’unica radio.
Eppure è solo l’inizio. difficoltà e ostacoli da superare sono ovunque nel mondo, anche se distribuiti in modo ineguale.
Non è un caso che Sydney sia una città di mare, e non è un caso che le città di mare siano da sempre mentalmente più aperte, pronte e accoglienti per partenze o arrivi, o nuove vite.
ciao!
M & P
PS: io non saprò l’inglese ma neppure loro sanno l’italiano. fino ad ora spicca per genialità un tatuaggio con scritto “Migliore Amiche” e un negozio chiamato “Bello Scarpa“.
Pics by Paola

