Filastrocca del genio
Siede sulla poltrona al centro del salotto,
dall’immenso finestrone asciutto
un tramonto non ancora corrotto,
dalla pipa un pizzo di fumo ininterrotto,
nella sua mente: un acceso dibattito.
I suoi occhi fissano un giocattolo:
quei tasti bianchi e neri, sulle corde battono
senza l’aiuto di nessun umano scatto.
Nel silenzio lui ascolta immerso,
in quella dolce melodia s’è perso,
abbandonato in un canone inverso
che solo a lui è concesso.
E’ il Genio, che decora l’Universo
senza chiederne il permesso.
di Eleonora Ossola
Postato da : Eleonora in Filastrocche dal finestrino | Commenti (0)Filastrocca per quelli a cui basta poco
Che sia la neve, la cioccolata, il ronzìo del forno acceso,
che sia il camino, il grembiule della nonna o il canestro appeso,
che sia il silenzio della domenica mattina od un regalo atteso,
che sia il vento, il cigolìo della bici o il “bravo” conteso …
Che sia il ricordo di quando eri escluso dal mondo distante
e la luce bassa per fare l’ombra dell’elefante.
Pomeriggi spesi ad odiare,
sorpresi ad amare,
a cantare,
viaggiare,
dimenticare,
mangiare,
criticare,
sbadigliare,
studiare,
ritagliare ed incollare,
maledire,
ingoiare,
rigurgitare e soffocare,
ringraziare …
Che sia il profumo di un liquore, dell’erba appena tagliata,
della benzina in garage, della tovaglia lavata,
del brodo della vicina o della cera colata …
Qualsiasi cosa sia, è a te dedicata
perché sarai il solo ad averla notata.
Ecco , ora mi sono agitata …
di Eleonora Ossola
Postato da : Eleonora in Filastrocche dal finestrino | Commenti (2)Filastrocca per chi scambia le valigie
Fermo in coda, aspetti il tuo turno:
in mano un biglietto
purtroppo…sia andata che ritorno.
Vaghi discorsi ti si accavallano attorno:
non hai voglia di seguirli tutti…
non dormi da un giorno.
La mamma culla il bimbo che piange,
due amiche ridono, con le gonne a frange,
un uomo ha negli occhi l’acqua del Gange,
il ragazzo al cellulare annuisce, nulla gli tange.
La fila avanza,
passata quella porta
avrai lasciato il cielo in una stanza.
Ti accovacci,
raccogli la valigia colma di stracci..
ma sul più bello t’incanti,
sposti la mano un po’ più avanti.
Hai afferrato quella di un altro,
non per cattiveria, né per vanto..
ma per cambiare volto
indossando un nuovo manto,
sempre il tuo,ma con un diverso stampo.
di Eleonora Ossola
Postato da : Eleonora in Filastrocche dal finestrino | Commenti (0)Filastrocca per tutti quelli seduti alla finestra
Coperta sulle ginocchia, mani che giocano con un fiammifero,
incollato alla sedia,
incollata al calorifero.
Aria calda sotto al mento,
sguardo fisso oltre la finestra…
dove infuria il vento.
Viaggiare stando fermi,
distaccati da un mondo infetto da germi.
Un uomo cammina per la strada, ha un cappotto consumato,
mano che stringe il bavero, vento che spreca il fiato.
Dalla finestra lui lo osserva, stanco e disincantato.
Ora il suo viaggio è cominciato:
segue quell’uomo fino a quando l’angolo ha girato,
poi comincia la storia di quel giorno fortunato.
Immagina da dove quell’uomo sia arrivato
se solo o sposato
se anche lui abbia mai viaggiato…
stando seduto,
ad una finestra, incollato.
di Eleonora Ossola
Postato da : Eleonora in Filastrocche dal finestrino | Commento (1)Filastrocca per chi regala zucchero filato
Come fosse un rituale segreto
mescoli in tondo con ritmo delicato
il bastoncino ormai caramellato
che fà suonare il tinello argentato:
si parla di zucchero filato.
Artigiano di ricordi
zucchero che sciogli
e non mordi,
sovrano nelle piazze.
E’ chi regala questo dono prelibato
che costruisce il viaggio incantato
di tutte le anime che hanno vagato
fino a quel giorno fortunato
quando ti hanno incontrato
tu,e il tuo zucchero filato.
di Eleonora Ossola
Postato da : Eleonora in Filastrocche dal finestrino | Commento (1)
