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Lingvo internacia kiel ilo por demokratio. Puntata 127 del 24 giugno

Giugno 24th, 2010

Un linguaggio e un ideale. Una lingua strumento di democrazia. Questo l’assunto di base dell’esperanto, un ponte linguistico tra i popoli della Terra, contro colonizzazioni linguistiche e, dunque, sociali. L’obiettivo dell’esperanto è diventare una seconda lingua universalmente conosciuta, garanzia di un dialogo libero e alla pari tra i popoli.

Nato “a tavolino”, è stato studiato per essere il più semplice possibile sia nell’apprendimento che nell’espressione orale e scritta: evita eccezioni, forme particolari, il disordine proprio di qualsiasi lingua, si legge come si scrive, predilige le forme neutre. Attinge i migliori elementi fonetici e grammaticali dalle altre lingue, e li armonizza in una struttura ordinata, precisa e personale.

Ermigi Rodari, segretario del centro esperantista milanese e membro del consiglio nazionale federazione esperantista italiana, ci ha illustrato, in maniera appassionata e coinvolgente, le particolarità di questo “strumento di democrazia”, dalle sue strutture grammaticali, al suo percorso storico, ai suoi sostenitori insospettabili, tra cui ricordiamo, Einstein, Tolstoj, Papa Wojtyla, Charlie Chaplin e altri. Non solo. Ermigi Rodari è diventato il nostro testo a fronte. Il nostro ospite ha tradotto brani classici della nostra letteratura, letti da Eleonora e frasi della vita quotidiana, richieste dai nostri ascoltatori.

Ringraziamo il nostro ospite per un universo linguistico e sociale affascinante che, in qualche modo, lascia una porta aperta ad un futuro migliore.

A domani per una puntata dedicata a un piccolo oggetto dalla grande storia.

George

Qui per riascoltare la puntata.


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