Mente e anima
Società
Speciali
Oriente e discipline
Popoli: ieri e oggi
Misteri
Parole e immagini
Indirizzi e libri

Mente e anima  »  Meditazione
Pubblicato il 02-07-2003
Perché meditare?

In un mondo in cui l'attenzione è quasi esclusivamente rivolta all'esterno, la meditazione è uno strumento per riprendere contatto con il proprio mondo interiore
La vita scorre rapidissima attorno a noi, e il tempo ne scandisce i ritmi. La focalizzazione sulle esigenze del mondo esterno è ormai prioritaria per tutti.

Il lavoro e la famiglia; le esigenze fisiche, ludiche e culturali; gli spostamenti necessari, la tecnologia: queste sono le esigenze primarie che rendono l'uomo orientato in modo stabile e continuato verso ciò che gli è esterno.
Così ignora, praticamente, se stesso.

Oggi, l'attenzione è rivolta molto verso la cura (esterna ed estetica) del corpo; in caso di disturbi o malattia - e solo in questo caso - verso il suo interno.

L'attenzione prioritaria della nosta civiltà è diretta verso le esigenze lavorative, il divertimento e, ovviamente le familiari. Persino le culturali.

E la psiche?
"Ma serve prestarle attenzione? Ad abbandonarla, ci fa soffrire? Si può curarla, prevenire i suoi dolori, farla sviluppare bene? Costa?"

La meditazione è una tecnica - quindi è solo uno strumento - a disposizione dell'individuo: lo aiuta a focalizzarsi nuovamente - se si è distratto - verso la sua realtà interna.

In pratica, gli permette di prendere contatto con la sua soggettività, spesso non ben conosciuta, e gli consente di scoprire non solo come è fatta ma anche se, e come, può essere modificata.

Insomma: "come sono fatto io?".
La soggettività può essere percepita in quanto correlata al corpo fisico (con le sensazioni) oppure al corpo psichico (con le emozioni, i sentimenti e le funzioni mentali).

La psiche, infatti, è composta di dimensioni, attive e viventi, che normalmente sono date per implicite ma non focalizzate; vengono vissute lasciandole scorrere; ma su di esse spesso non c'è alcuna concentrazione. E non se ne ha alcuna consapevolezza.

"Non c'è il tempo". Ma nemmeno la capacità e la voglia.

Tutto, in fondo, sembra scorrere attorno a noi: anche la nostra vita interna.

A meno che, però, reazioni interne molto forti qualche volta esplodano (traumi fisici, emozioni violente o sentimenti primari, intuizioni folgoranti) e travolgano la vita costringendo l'essere umano a diventare partecipe di questi livelli; a farli affiorare, per affrontarli anziché lasciare che vegetino come sottobosco del subcosciente, magari per tuttta la vita.

Questo è il momento in cui la meditazione afferma con forza il suo valore.


Flavio Alterisi

Se desideri ricevere articoli come questo, inserisci la tua mail e iscriviti alla newsletter settimanale di LifeGate:

 Forum di LifeGate
Ricerca in essere
Vai alla rubrica
Stampa l'articolo
Invia ad un amico
Contattaci
Forum
Approfondimento

Rubrica: Meditazione

L'ascolto del sottile

Quale è la miglior meditazione?

Una via per l'armonia

"Io amo meditare", di Kriananda


Consigliati di oggi
» Il coraggio di fare da soli

» I parchi puntano sull’ecopsicologia

» Elogio dell’istante

» Fritjof Capra. Il Tao in noi

I più letti
Copyright © 2001 - 2007 LifeGate SpA (P. iva 02524630130) - LifeGate ECOpartners - Contattaci
ANNUNCI DI GOOGLE