|
|
 |
Pubblicato il 31-10-2001 |
 |
 |
Tatto, atto, contatto |
 |
 |
|  |
 | Pelle, primordiale e potente veicolo di sessualità, barriera che diventa apertura, limite che si trasforma in abbandono. |  |  |  | La primavera e l'estate sono stagioni di allegria in cui gli abiti si fanno leggeri, la pelle respira ed entriamo in contatto con elementi vitali della natura: l'aria, l'acqua, il sole, la terra su cui ci si stende. Un ritorno alla vita segnalato dal risveglio dei sensi, che coinvolge prima di tutto la pelle: il senso dei sensi, della percezione intima del proprio corpo e di quello altrui.
Senza il tatto, l'amore sarebbe impossibile, perché è proprio attraverso di esso che due esseri entrano in contatto, comunicano senza parole, si fondono. Il gioco amoroso è un viaggio nelle emozioni del corpo, dove gli amanti dovrebbero sfinirsi di carezze prima di abbandonarsi l'uno all'altro. Attraverso la pelle scorre il piacere e l'energia profonda della sessualità, una carica rigenerante di cui non possiamo fare a meno.
Ma l'atto d'amore è una risorsa di bellezza ed energia solo a patto, che venga praticato da corpi liberi di esprimere, senza tabù, le diverse vibrazioni, capaci di rilevare la differenza tra pulsioni sessuali e percezioni sensoriali, intime e coinvolgenti.
L'amore fisico è necessario all'equilibrio e all'armonia di tutti gli esseri umani, rinunciarvi significa inaridirsi sia nel fisico che nella psiche. La castità è a priori contro natura, accettabile solo nei casi in cui l'individuo si prefigge degli ideali, che siano in grado di compensare un tale sacrificio. Solo in questo caso si riesce a sostituire l'energia sessuale con un'altra di origine spirituale.
|  |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
 |
|
 |
 |
 |
 |
|