Web, Internet, radio... Non ti stai staccando troppo dal mondo dell'agricoltura biologica, dalle tue radici?
Sono in contatto con le essenze della terra. In modo diverso. Faccio di continuo scelte in armonia con il mio amore per la natura: scelgo i collaboratori guardandoli negli occhi, i partner di LifeGate, i brani musicali... E continuo a fare, giorno per giorno, scelte concrete.
L'odore dei fiori, l'aria "di fattoria" non mi mancano: abito tuttora con la mia famiglia nella tenuta della prima, originale Fattoria Scaldasole. Non potremmo farne a meno. Dalla fine degli anni '70 viviamo in contatto con gli animali, nel verde dei nostri campi. È un rapporto di viscere, profondo, di cuore, di testa.
Quindi il biologico è ancora parte integrante della tua vita?
Il biologico è la mia scelta di vita. Il prodotto biologico non esprime solo "qualità", non è un "surplus", non serve solo a vivere qualche anno di più.
La scelta bio è il primo passo per vivere inseriti nell'ecosistema, non alle sue spalle, e fare bio deve servire per diffondere una coscienza ecologica.
Ci sono aziende che si avvicinano all'agricoltura biologica per business. Personalmente non ne sono dispiaciuto. Certo, qualcuno lo fa per amore, qualcuno per soldi. Ma tutti contribuiscono alla diffusione di prodotti bio. E di coscienza ecologica.
Fai una scelta per l'ambiente, per l'etica del lavoro, per il benessere degli animali. Il consumatore bio è una persona consapevole. Poi, se scegli le cose buone, se le fai bene, se ci credi, arrivano le ricompense.
Bio: integrali, o integralisti?
Chi fa una scelta, una scelta di vita, e si tuffa nel mondo della coscienza, si tuffa in un mondo difficile, e può rischiare di cadere male. Rischia di diventare intransigente. Oppure rischia di scoraggiarsi e dire "tanto l'aria è inquinata, possiamo mangiare qualsiasi schifezza". Ma fumare due sigarette al giorno invece di un pacchetto fa differenza. Usare veramente prodotti bio invece di quelli convenzionali fa differenza...
Per entrare nel mondo della coscienza non dobbiamo ricadere però nell'opposto, nel fondamentalismo. Nell'intransigenza di chi, per un credo assoluto, si isola, rinunciando così al piacere di stare con gli altri.
La scelta deve essere serena, armonica, da vivere tranquillamente. Non deve essere un limite.
Non puoi rovinarti la vita nel tentativo di non rovinartela.
Così come una persona educata e sicura della sua educazione ha un comportamento disinvolto in ogni situazione e l'insicuro è rigido e impacciato, chi è davvero consapevole si muove con naturalezza nel mondo intorno a sé, che gli appartiene.
Solo se sei padrone delle tue scelte, salde e radicate, puoi osare. Quando conosciamo bene una cosa, più siamo forti, più possiamo avvicinarci al limite.
Paola Magni e Stefano Carnazzi